Cenni Storici
E' uno dei più antichi agglomerati rustici del Quartier del Piave.
Civilmente, già in epoca medievale e fino al secolo scorso, Pieve risultava divisa in due parti: Pieve del Trevisan, comprendente la parte a destra del fiume Soligo, che apparteneva al Circondario di Treviso, Cantone di Valdobbiadene, mentre la zona a sinistra del fiume, detta Pieve del Contà, unita alla Gastaldia di Solighetto, faceva parte del Cantone di Ceneda, Circondario di Cison di Valmarino, sotto la signoria dei Conti Caminesi di Sopra prima e quella dei Brandolini poi.
Queste due pievi per secoli furono in continua lotta motivata da supposti diritti di giurisdizione che entrambe vantavano.
Questa situazione cessò, una prima volta, durante l'epoca napoleonica, quando il gen. Fiorella, a nome di Napoleone, elesse Pieve di Soligo a sede di Municipalità e di giudice di pace, nel Cantone e Distretto di Treviso.
Nel 1797, in seguito al Trattato di Campoformido, il Quartier del Piave passò, come la Repubblica Veneta, all'Austria, rimanendo sotto tale dominio fino alla Terza guerra d'indipendenza.
Con l'istituzione della Provincia di Treviso il territorio delle due pievi venne a formare, con la Gastaldia di Solighetto, il Comune di Pieve di Soligo, al quale venne aggregato nel 1862 il territorio delle frazioni di Barbisano e Barbisanello e per un periodo di 17 anni, dal 1928 al 1945, venne aggiunto anche tutto il territorio dell'odierno Comune di Refrontolo. Soprattutto nel corso dell'Ottocento il paese assunse un nuovo assetto urbanistico e la fisionomia del piccolo borgo medievale, caratterizzato da un ponte di legno tinto di rosso coperto da una singolare tettoia, fu trasformata dalla costruzione di imponenti palazzi.
Al termine della seconda guerra mondiale, riprese nella zona il fenomeno dell'emigrazione che era iniziato negli ultimi decenni dell'800 e che si attenuò soltanto a partire dagli anni '70 con il passaggio da un'economia di tipo agricolo ad una tipo prevalentemente piccolo-industriale. Iniziarono a crescere le piccole e medie aziende artigiane, le industrie meccaniche e soprattutto l'industria inerente la lavorazione del legno, l'edilizia, il terziario e il turismo. A Pieve nacquero fra gli altri il sociologo Giuseppe Toniolo (1845-1918), le cui spoglie riposano nella parrocchiale, che custodisce all'interno anche una tavola rappresentante l'Assunta, opera del pittore Francesco da Milano (firmata e datata 1540) e il senatore Francesco Fabbri che ricoprì la carica di Sindaco e Ministro di Stato.
Ricordiamo inoltre la grande soprano Maria Antonietta Meneghel, in arte Toti Dal Monte, scomparsa nel 1975. A Pieve è nato ed è sempre vissuto Andrea Zanzotto, uno dei più significativi poeti del nostro tempo, autore di opere ormai divenute fondamentali nel panorama della letteratura novecentesca.